Il nuovo sito internet dell’Istituto del Buon Pastore

L’Istituto del Buon Pastore (IBP), il cui Procuratore Generale a Roma è Don Giorgio Lenzi, ha recentemente messo in rete il nuovo sito della Casa San Clemente, sua sede nella città eterna. Il CNSP è lieto di dare il benvenuto in internet al nuovo sito, che vi invitiamo a visitare all’indirizzo https://buonpastoreroma.it, con i più sinceri auguri per il fruttuoso apostolato che l’Istituto svolge in Italia.

Schermata 2018-10-17 alle 19.36.22

Posted in Senza categoria | Leave a comment

Una conversazione con mons. Kozon, Vescovo di Kopenaghen

In vista dell’ormai imminente pellegrinaggio Ad Petri Sedem (circa il quale potete vedere qui, qui e qui), gli Amici del Coetus Internationalis Summorum Pontificum ci segnalano questa bella conversazione con mons. Czeslaw Kozon, che siamo lieti di proporvi.

monsKozonLa settimana prossima, Mons. Czeslaw Kozon, vescovo di Copenhagen sin dal 1995, guiderà i pellegrini del settimo pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum verso la tomba di San Pietro. Ringraziamo Sua Eccellenza per le sue risposte alle nostre domande, in particolare perché ha scelto di rispondere direttamente in italiano. Per capire che tipo di pastore è Sua Eccellenza, basta sapere che una trentina di fedeli danesi sono annunciati al pellegrinaggio, dimostrando così il legame forte che gli unisce a lui.

1) L’anno scorso, Papa Benedetto scriveva nella prefazione all’edizione russa della sua Teologia della Liturgia che “l’oscuramento di Dio nella Liturgia è la causa principale della attuale crisi della Chiesa”: condivide questa riflessione del Papa emerito?

Non penso che in generale Dio sia trascurato nella liturgia. Però Dio e le cose sacre e i luoghi sacri non sono sempre trattati con la debita riverenza. La causa principale è che la gente spesso non conosce le verità fondamentali della fede, e per questo la liturgia non è vista come una espressione della fede. Devo dire, però, che specialmente i sacerdoti giovani sono molto attenti a questo, e celebrano la liturgia in un modo molto degno.

2) Papa Francesco ha voluto riportare l’attenzione della Chiesa sulle sue periferie e si può ben dire che la Sua diocesi, che si estende fino alle isole Faroe e alla Groenlandia, appartiene a queste periferie dell’Orbe cattolico: quant’è importante per un cattolico, a maggior ragione quando si sente lontano da Roma (geograficamente ma anche a volte spiritualmente) manifestare la propria romanità, venendo in pellegrinaggio presso la Sede di Pietro?

I cattolici vivendo nella diaspora o nelle periferie sono molto coscienti di far parte di una Chiesa universale. La maggioranza di loro sono immigrati e provengono da grandi paesi cattolici, con lunghe tradizioni. Tutti volentieri vanno in pellegrinaggio a Roma ed altri luoghi santi e sperimentano una vera conferma della loro fede.

3) A fine mese, sarà a Roma per guidare i pellegrini del popolo Summorum Pontificum verso la Tomba di Pietro: quale importanza riveste la forma straordinaria del rito romano nella Sua diocesi? E nella Sua vita sacerdotale personale?

La messa nella forma straordinaria è celebrata in due posti nella diocesi. A Copenaghen almeno due o tre volte nel mese, in un altro posto nella provincia meno frequentemente. A Copenaghen possono essere presenti 40-50 persone. Si celebrano anche altri sacramenti e funerali nella forma straordinaria.

Sono personalmente cresciuto con la forma straordinaria, allora ordinaria, e specialmente come chierichetto sono entrato nella liturgia. Sono diventato sacerdote dieci anni dopo l’introduzione della forma ordinaria, ma posso dire che il modo di agire nella liturgia, p.es. riguardo i movimenti e gesti, l’ho in gran parte preso dall’antica liturgia. Non celebro spesso la messa nella forma straordinaria, ma lo faccio sempre, quando me lo chiedono, e lo faccio volentieri.

4) In questi stessi giorni si tiene il Sinodo della Gioventù e si sa che molti giovani si sentono attrati dall’antica liturgia della Chiesa: è un fenomeno che esiste anche in Danimarca? Se sì, come se lo spiega?

Nonostante il basso numero di fedeli che profittano dalla forma straordinaria, si osserva che parecchi giovani s’interessano ad essa. Non posso spiegare perchè. Da noi, si osserva che tra di loro ci sono dei convertiti dal luteranesimo.

5) Ha qualche messaggio per i pellegrini? Un’intenzione di preghiera da affidare loro?

Spero che il pellegrinaggio sia un rafforzamento della fede, e che a casa avranno contatti nella misura più estesa possibile per condividere l’entusiasmo della fede con gli altri membri della Chiesa particolare ed anche sostenerla con il loro impegno.

kozon

Posted in Senza categoria | Leave a comment

PELLEGRINAGGIO POPULUS SUMMORUM PONTIFICUM: TUTTE LE CONFRATERNITE A ROMA!

11sexiesLa preparazione del VII Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum (Roma, 26-28 ottobre 2018; cliccare qui per ulteriori informazioni) è ormai entrata nel vivo. Gli organizzatori hanno lanciato un

APPELLO

a tutte le

CONFRATERNITE e ASSOCIAZIONI LAICALI

sp2018a

affinché partecipino in abito e con i propri stendardi alla processione che, nella mattinata di sabato 27 ottobre, porterà i pellegrini dalla Basilica di San Lorenzo alla Basilica di San Pietro.

Senza titolo2Per le confraternite, è richiesta la presenza minima di almeno tre confratelli in abito, con lo stendardo se disponibile. Per le associazioni laicali che abbiano il loro stendardo o la loro bandiera, è richiesta la presenza minima di almeno due associati.

E’ indispensabile che chi intende partecipare lo comunichi entro mercoledì 24 ottobre all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com. Ciò consentirà ai Cerimonieri di predisporre l’ordine secondo il quale i vari gruppi saranno chiamati a comporre la processione. Chi dovesse comunicare la propria presenza oltre tale limite potrà partecipare alla processione insieme agli altri fedeli.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su PELLEGRINAGGIO POPULUS SUMMORUM PONTIFICUM: TUTTE LE CONFRATERNITE A ROMA!

TUTTI A ROMA! Per il VII Pellegrinaggio Internazionale del Populus Summorum Pontificum

sp2018aManca ormai poco più di un mese al VII pellegrinaggio internazionale a Roma del Populus Summorum Pontificum, che si terrà da venerdì 26 a domenica 28 ottobre 2018, e che sarà guidato da Mons. Czeslaw Kozon, Vescovo di Copenaghen.

Mentre ci auguriamo con tutto il cuore che i fedeli italiani vogliano essere presenti – per tutta la durata del pellegrinaggio, o almeno nella giornata di sabato 27 ottobre – per testimoniare visibilmente la grande vitalità della liturgia tradizionale, e la crescente consistenza del Populus Summorum Pontificum d’Italia, ricordiamo a tutti che:

* il programma del pellegrinaggio si può consultare qui

* sono aperte le iscrizioni all’incontro organizzato da Paix Liturgique, Juventutem e Una Voce all’auditorium dell’Istituto Patristico Augustinianum il venerdì 26 ottobre.

Appello ai volontari per la processione verso San Pietro

Come sempre, anche quest’anno il CNSP si occuperà del supporto logistico dell’Adorazione Eucaristica e della Processione che si terranno sabato 27 ottobre. E come sempre, anche quest’anno

abbiamo bisogno del vostro aiuto!

Occorrono volontari per il servizio d’ordine e per le varie necessità organizzative. Ci rivolgiamo soprattutto ai nostri ragazzi! Chi fosse disponibile, ce lo comunichi quanto prima possibile all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com. Grazie!!!

Cercansi benefattori!

Come sapete, la partecipazione al Pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum è gratuita e finanziata soltanto grazie alla generosità di alcune organizzazioni. La crescente partecipazione dei fedeli, della quale dobbiamo ringraziare la Provvidenza, rende l’organizzazione di anno in anno più onerosa dal punto di vista economico. Come abbiamo detto, il CNSP farà la sua parte, facendosi carico delle spese relative all’Adorazione Eucaristica e alla processione del sabato. Cerchiamo 20 benefattori a 50 euro per chiudere il nostro budget. Ognuno riceverà in omaggio un cd audio della Messa Summorum Pontificum composta l’anno scorso dal maestro Aurelio Porfiri per il decennale del Motu Proprio. Una volta eseguita la vostra donazione, potrete comunicarci via mail il vostro indirizzo postale per ricevere il cd.

La donazione è da indirizzare via bonifico bancario al seguente IBAN:

IT88T0200801107000103966047 (cc intestato a: Associazione Amici del Summorum Pontificum, Unicredit, Ag. Torino Carducci). Causale: Donazione libera PSP 2018.

Grazie!!!

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su TUTTI A ROMA! Per il VII Pellegrinaggio Internazionale del Populus Summorum Pontificum

Il Miracolo della Santa Casa di Loreto: un libro di Federico Catani

Catani LoretoL’Associazione Luci sull’est ha pubblicato poco prima dell’estate un agile volumetto di Federico Catani dedicato a Il Miracolo della Santa Casa di Loreto, che merita di essere segnalato per la completezza della trattazione e le interessanti conclusioni.

IMG_0355Federico Catani è nato a Jesi nel 1986, e, dopo essersi laureato in Scienze Politiche presso la LUISS “G. Carli” di Roma, ha conseguito anche la laurea in Scienze Religiose presso la Pontificia Università della Santa Croce. Giornalista pubblicista, ha insegnato religione cattolica nelle scuole statali; attualmente, è direttore responsabile di Spunti, dell’Associazione Luci sull’Est, e collabora con diverse riviste e blog del mondo cattolico. Con p. Florian Kolfhaus ha scritto Il cuore che non ha mai smesso di battere. Perché la Madonna non è morta (Cantagalli, 2016). Vive a Roma.

Il libro, che si segnala anche per la ricchezza del materiale iconografico, esordisce illustrando le ragioni che consentono di identificare la Santa Casa di Loreto con l’edificio di cui si conservano le tracce presso la Basilica dell’Annunciazione, a Nazareth: si tratta, dunque, della Casa in cui Maria sumens illude ave Gabrielis ore funda(t) nos in pace mutans Evae nomen. Viene poi ricostruita con attenta precisione storica, e con puntuale rinvio alle fonti, la vicenda del trasporto angelico della Santa Casa dalla Palestina fino alla sua definitiva ed attuale sede, facendo anche giustizia dell’ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sarebbero state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli: tesi che Catani giudica, argomentatamente, inattendibile, ma che è sposata addirittura dal sito ufficiale del Santuario. In realtà, ci dice l’autore, la teoria del trasporto naturale delle pietre della Santa Casa è frutto del pregiudiziale ed ideologico rifiuto del soprannaturale che caratterizza la cultura moderna e che ha sedotto, ahinoi, anche una parte di quella cattolica: essa, però, è smentita dalle caratteristiche della Casa di Loreto, dalla sua collocazione, dalla circostanza che, a quanto risulta dal loro studio, i muri dell’edificio sono sempre rimasti intatti: elementi che rendono improbabile uno smembramento del manufatto mattone per mattone a Nazareth, e il successivo riassemblaggio nelle Marche.

Ma se la parte storica del libro si apprezza per il suo solido e convincente rigore, uguale e forse maggior rilevanza va attribuita alle considerazioni conclusive, che evidenziano il valore e gli effetti spirituali della Santa Casa. È stato così nei secoli, quando la Madonna di Loreto ha protetto la Cristianità dalla minaccia islamica – alcune pagine del libro sono dedicate allo stretto legame che intercorre tra la Santa Casa e Lepanto; ed è così ancor oggi, quando la Santa Casa può e deve essere riguardata dai fedeli del terzo millennio come il Santuario dei principi non negoziabili, anche in vista delle sfide che li attendono nel prossimo futuro. A Loreto, dunque, possiamo trovare l’energia spirituale per combattere, con lo speciale vigore richiesto da questi tempi calamitosi, la buona battaglia a difesa della sacralità della vita innocente, della verità antropologica dell’uomo, dell’intangibilità del matrimonio come sacramentale ed indissolubile unione feconda di uomo e donna. E ricordando che nella Santa Casa è probabilmente spirato, tra le braccia della Beata Vergine e di Nostro Signore, San Giuseppe, Catani si augura che essa possa diventare “il punto di riferimento spirituale per la lotta contro ogni legislazione che miri a introdurre l’eutanasia”.

Il Miracolo della Santa Casa di Loreto può essere richiesto all’Associazione Luci sull’est – segreteria@lucisullest.it

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su Il Miracolo della Santa Casa di Loreto: un libro di Federico Catani

La Messa di Requiem per Giovannino Guareschi. L’omelia di Don Marino Neri

37656578_2179433612278931_6523714242091155456_nÈ stata celebrata sabato 21 luglio, nella chiesa parrocchiale di Roncole Verdi, dedicata a S. Michele Arcangelo, l’annunciata S. Messa di Requiem nel cinquantenario della scomparsa di Giovannino Guareschi, che cadeva l’indomani, 22 luglio, domenica. La S. Messa cantata è stata officiata da Don Marino Neri, Parroco di Linarolo (PV) e Segretario dell’Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum. Ha assistito anche il Parroco di Roncole, Don Gianni Fratelli, che con grande disponibilità ha accolto la cerimonia nella chiesa parrocchiale. Il canto è stato curato dalla Schola Cantorum di Cremona.

La celebrazione è stata promossa dal Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, che ha voluto così commemorare con la solenne preghiera di suffragio della Chiesa il grande scrittore, innamorato della S. Messa di sempre. L’opera e la testimonianza di Guareschi, sia come romanziere e novellista, sia come giornalista, hanno concorso in modo particolarmente efficace a mantenere vivo anche nelle giovani generazioni il desiderio della liturgia tradizionale, favorendone e quasi anticipandone la rinascita conseguente al Motu Proprio Summorum Pontificum.

37666681_2179458582276434_5068598804178010112_n

La S. Messa, originariamente pensata solo come commosso ed affettuoso omaggio alla memoria del creatore del Mondo Piccolo, ha poi assunto il carattere del ricordo ufficiale. Al CNSP si sono affiancati, quali promotori della celebrazione, la Delegazione Provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore delle Reali Tombe del Pantheon e la Delegazione per l’Emilia Romagna degli Ordini Dinastici di Casa Savoia. Guareschi, come sappiamo, fu incrollabilmente monarchico per tutta la vita, mantenendosi anche in questo sempre esemplarmente fedele a ciò in cui credeva, ed è stato dunque ricordato anche in questo non secondario aspetto della sua ricca personalità.

37721575_2179458712276421_1311896201490071552_n

Alla S. Messa ha assistito la Famiglia Guareschi, nelle persone del figlio Alberto (l’Albertino di cui così spesso scrisse il padre), della nipote Angelica e di numerosi pronipoti. Alberto Guareschi ha voluto sedere nel banco occupato di consueto dalla famiglia, anche in ricordo della sorella Carlotta (la Pasionaria), scomparsa nel 2015. A sottolineare il carattere di ricordo pubblico dell’Autore, hanno voluto essere presenti al rito, con i gonfaloni comunali, il Dott. Giancarlo Cottini, Sindaco di Busseto, nel cui territorio si trova Roncole Verdi, che fu la residenza in vita dello scrittore e ne ospita l’ultima dimora; e il Dott. Marco Antonioli, Sindaco di Roccabianca, comune natale di Giovannino. Al termine, dopo l’assoluzione impartita dal celebrante, i due Sindaci hanno deposto una corona sulla tomba di Guareschi.

37732927_2179443135611312_1237095454789861376_n

Erano anche presenti, con i labari dell’Istituto, Dionigi Ruggeri, Ispettore per l’Emilia-Romagna dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon; Roberto Spagnoli, Delegato per la Provincia di Parma dell’Istituto; Raffaele Galliani, Delegato per la Provincia di Bologna dell’Istituto; Daniele Tizzoni, Delegato per la Provincia di Piacenza. Erano altresì presenti il Delegato Regionale degli Ordini Dinastici di Casa Savoia accompagnato dal Vicario per la Provincia di Reggio Emilia, Alessandro Nironi Ferraroni. Tra i fedeli, infine, numerosi amici provenienti dai Coetus Fidelium delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

37559714_2179446368944322_870905714204213248_n

Di particolare momento la bellissima omelia pronunciata da Don Marino Neri, che Vi offriamo qui di seguito. Al termine, Vi proponiamo una piccola galleria fotografica della giornata.

37682848_2179433542278938_6000620489960062976_n

Omelia pronunciata da Don Marino Neri durante la S. Messa di suffragio per Giovannino Guareschi nel cinquantesimo anniversario della morte.

Roncole Verdi, 21 luglio 2018

         Carissimi fedeli, da questa solenne liturgia di suffragio, che decanta meravigliosamente e implora la Misericordia divina sull’anima del defunto, siamo provocati a riflettere su quello che è il fine della vita di un uomo, a partire dal quale essa potrà, in ultima analisi, dirsi realizzata pienamente o fallita irrimediabilmente!

         La considerazione del fine, infatti, è la prima cosa da farsi nell’approcciare una qualsiasi realtà dinamica, non statica, come è la vita umana. Poiché la vita cristiana è essenzialmente dinamica e perfettibile, almeno nell’attuale condizione di viatori, è necessario che anzitutto sappiamo dove andiamo, qual è il fine che intendiamo raggiungere, orientando a esso la nostra volontà. Il tempo vorticoso ed eccessivamente “rapido” in cui ci troviamo a vivere sembra spesso dettare ritmi e necessità che portano molti uomini sì ad agire, ma talvolta senza considerare il fine in vista del quale si agisce, se esso sia buono oppure no. Alla vita cristiana si possono così assegnare due fini: un fine ultimo o assoluto e un fine prossimo o relativo. Il primo è la gloria di Dio; il secondo, la nostra santificazione. Dio è infinitamente beato in se stesso e non ha alcun bisogno delle creature, è vero; ma Dio è amore, e l’amore, per sua natura, è comunicativo, tende a uscire da se stesso e a comunicarsi. Dio è il bene infinito, e il bene tende a diffondersi: bonum est diffusivum sui, dicono i filosofi. Ecco, per esempio, il motivo della creazione. Dio volle comunicare le sue infinite perfezioni alle creature, per la sua gloria estrinseca. Dio è sommamente beato e glorioso nella sua essenza. Tuttavia, comunicando le sue perfezioni, tra cui, in primisl’essere, alle creature, manifesta liberamente la sua glorificazione “al di fuori di sé”: la glorificazione di Dio da parte delle creature è, in definitiva, la ragione ultima della creazione. Tale è il fine ultimo e assoluto di tutta la vita cristiana. Verso questo fine l’anima che aspira a santificarsi deve mirare, verso di esso deve indirizzare tutti i suoi sforzi e i suoi desideri. Nulla deve prevalere. La santificazione della nostra anima non è, quindi, il fine ultimo della vita cristiana: sopra di essa sta la gloria della SS. Trinità, termine assoluto di tutto quanto esiste. E tuttavia, ciò che collega i due fini non è un legame puramente estrinseco (come se non vi fosse alcun rapporto tra di loro, ma fossero stati meramente giustapposti), bensì costitutivo: nella misura in cui un’anima vive per la gloria di Dio, essa progredisce anche nella personale santificazione, così come chi vuole essere santo (che significa meritare di vedere Dio nell’eternità), non ha altra strada che rendere gloria alla Trinità in quest’esilio terreno con una vita che sia “splendore della Verità” increata. La santità, in ultima analisi, consiste in un progressivo conformarsi a Cristo, sotto la mozione della Grazia, così da avere in noi i suoi stessi sentimenti. Farsi santi…un cammino per tutti, ma ahimè oggi sempre meno battuto. Conformarsi a Cristo…no, dice la coscienza moderna narcisisticamente egotistica, a nessun altro devo assomigliare se non a me stesso. Fare la volontà di Dio…giammai, solo la mia volontà, grida l’emancipato uomo post-moderno. E così facendo, non solo non ci si fa santi, ma ci si disumanizza lentamente, assumendo stili di vita, modelli di pensiero, atteggiamenti pubblici e privati indegni non solo di un’anima cristiana, ma anche di un retto intelletto naturale.

         Quello che è l’attuale sfacelo antropologico, a vari livelli, Giovannino Guareschi intravvide oltre cinquant’anni fa, e ne additò ironicamente, ma non meno efficacemente le cause. Da uomo, da galantuomo qual era, vide l’avanzare dei “nuovi costumi” nell’Italia del dopoguerra; da italiano, vide l’avanzare della nuova politica (lui fedele al credo monarchico che non abbandonerà mai, coraggiosamente, fino alla sua morte), dalla quale dovette subire anche la carcerazione, nonché l’abbandono e l’oblio; da cattolico, vide l’avanzare del “nuovo” nella Chiesa, che sembrava promettere una primavera dello spirito, salvo poi essersi scoperti in un freddo inverno. A tal proposito, Giovannino, a più riprese ebbe a stigmatizzare un certo atteggiamento troppo “dialogico” nei confronti del mondo di molto clero e molti laici dell’immediato postconcilio, ma fu inascoltato…come tanti profeti (benché numerosi, laici ed ecclesiastici, oggi si siano uniti ai rilievi critici di Giovannino). Così, scrivendo idealmente a don Camillo, affermava il suo disappunto perché questi «aveva dovuto distruggere l’altare della chiesa parrocchiale e sostituirlo con la famosa “Tavola calda” modello Lercaro, relegando il Suo amato Cristo crocifisso in un angolo, vicino alla porta, in modo che l’Assemblea gli voltasse le spalle» (G. Guareschi, Lettera a Don Camillo, “Il Borghese” del 19 maggio1966). O ancora, sempre parlando al “suo” Don Camillo, con cattolico buonsenso, diceva: «Ognuno ha i suoi fatti personali da confidare a Dio [durante la Messa]. E si viene in chiesa apposta perché Cristo è presente nell’Ostia consacrata e, quindi, lo si sente più vicino. Lei faccia il suo mestiere, Reverendo [celebrando la Liturgia], e noi facciamo il nostro [pregando]. Altrimenti se Lei è uguale a noi a che cosa serve più il prete?» E a noi, che a cinquant’anni dalla morte, ci troviamo a ricordare, liturgicamente, la scomparsa di un grande uomo, di un grande italiano e di un gran cattolico, che dobbiamo fare?

         Innanzi tutto, pregare: pregare per lui, perché nessuno, neanche il più santo, che si allontani da questa esistenza terrena e compaia davanti al giudice eterno può presumere di avere sufficienti meriti per essere salvo…può solo sperare nella Misericordia divina e nel suffragio dei vivi. E questo stiamo facendo, attraverso il s. Sacrificio dell’Altare che rinnova il Calvario e ne applica le grazie all’anima di Giovannino. Ma poi, considerando la vita e la testimonianza di quest’ultimo, dobbiamo da lui trarre esempio e auspicio per una civiltà migliore: «Che ove speme di gloria agli animosi/Intelletti rifulga ed all’Italia,/

Quindi trarrem gli auspici.» (U. Foscolo, Dei Sepolcri, 186-188). Oggi alla scuola di Giovannino Guareschi, del suo “mondo Piccolo”, del suo “Don Camillo”, vogliamo trarre esempio e coraggio per combattere la buona battaglia della Fede e della bella Civiltà Cristiana, preservando il “seme” tanto evocato da più voci e in più contesti, ma quanto mai veridicamente: «Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo nella terra resa ancora più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede a mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più: ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole e nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri», dice il Crocifisso a don Camillo. Oggi, una volta di più, è quello che dice a noi, oggi: salviamo il seme della Fede, della Tradizione, della vera umanità, e prima di tutto lasciamo che attecchisca nei nostri cuori e nelle nostre vite, irrorato dalla Grazia celeste, cosicché ne sortisca un albero robusto e ricco di frutti, alle cui fronde gli uomini smarriti possano trovare ristoro, conforto e speranza. Sì, quei frutti di opere buone che rallegrano il Sacratissimo Cuore di Gesù e che restano per la Vita Eterna. Amen.

 Ed ecco la galleria fotografica, che dobbiamo per lo più all’Amico Ivo Musajo Somma.

37750693_2179429962279296_7035101231928311808_n

37728296_2179430125612613_9150506894475919360_n

37662915_2179430075612618_8759360288639156224_n

37731942_2179429888945970_397072410869760000_n

37704169_2179433585612267_1463998121771008000_n

37676764_2179430198945939_7112606833067425792_n

37675568_2179430442279248_8419402679289118720_n

37706899_2179430625612563_6154167718275710976_n

37673826_2179436382278654_269375439657500672_n

37742239_2179433462278946_3060574530985525248_n

37778294_2179430348945924_927245445925699584_n

37714385_2179433765612249_8999419106167881728_n

37800803_2179436578945301_8087667823481978880_n

37794268_2179436455611980_5031099101119250432_n

37701637_2179436805611945_7700099655547224064_n

37712887_2179433725612253_865085453697548288_n

37673829_2179436618945297_7726241871642492928_n

37673677_2179436545611971_5247659912053391360_n

37644829_2179436865611939_6483785623357358080_n

37716500_2179436745611951_5002821281255522304_n

37720954_2179443022277990_5180709283238510592_n

37776209_2179443388944620_8511359732982743040_n

37747566_2179442915611334_1769921817562054656_n

37730044_2179443285611297_8541664206179532800_n

37682890_2179446578944301_9005616284414509056_n

37702459_2179443528944606_7596481516536856576_n

37710083_2179443682277924_9025708150015131648_n

37662891_2179446462277646_479634116229201920_n

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su La Messa di Requiem per Giovannino Guareschi. L’omelia di Don Marino Neri

Messa di Requiem per Giovannino Guareschi

Volantino2

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Giovannino Guareschi, l’indimenticabile ed indimenticato creatore di Don Camillo, spirato a Cervia il 22 luglio 1968, il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum, unitamente alla Delegazione Provinciale di Parma dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore delle Reali Tombe del Pantheon, ed alla Delegazione per l’Emilia-Romagna degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, promuove la celebrazione di una Santa Messa di Requiem, che sarà offerta

sabato 21 luglio 2018, alle h. 10

presso la Chiesa Parrocchiale di S. Michele Arcangelo

a Roncole Verdi (PR)

piazza Guareschi 65

Sarà un modo significativo per commemorare il grande scrittore, innamorato della S. Messa di sempre, la cui opera ha contribuito in modo particolarmente efficace a mantenerne vivo il desiderio soprattutto nelle generazioni a lui successive, ed a favorirne, così, la rinascita conseguente al Motu Proprio Summorum Pontificum.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su Messa di Requiem per Giovannino Guareschi

SUMMORUM PONTIFICUM. DEO GRATIAS!

7.VII.2007 – 7.VII.2018

Pasqua_Benedetto_XVI

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su SUMMORUM PONTIFICUM. DEO GRATIAS!

Giugno 2018: il Populus Summorum Pontificum in pellegrinaggio

Si annunciano importanti eventi spirituali per il Populus Summorum Pontificum nelle prossime settimane: l’ormai incipiente mese di giugno 2018, dedicato al Sacro Cuore di N. S. Gesù Cristo, infatti, vedrà lo svolgimento di due significativi Pellegrinaggi, che si terranno in Piemonte ed a Venezia rispettivamente il 2 ed il 16 giugno prossimi.

IMG_8470Sabato 2 giugno 2018 i fedeli piemontesi si ritroveranno presso il Santuario di Maria Ausiliatrice, in loc. Morialdo, Colle Don Bosco, per il loro  2° Pellegrinaggio al Colle Don Bosco, organizzato anche quest’anno, come nel 2017, dal’Associazione “Introibo ad Altare Dei”, dal Coordinamento Piemontese del Summorum Pontificum e dal CNSP. Ecco il programma: alle h. 10,30, ritrovo sul piazzale antistante la Pontificia Basilica di S. Giovanni Bosco; alle h. 11, S. Messa solenne celebrata da Mons. Marco Agostini. Al termine della S. Messa, Esposizione del SS.mo Sacramento, Adorazione e Benedizione Eucaristica. Seguirà un momento conviviale presso il ristorante “Mamma Margherita” (€ 20,00 a persona, vini esclusi); è possibile prenotare direttamente presso il ristorante telefonando al num. 011/9927158, e facendo riferimento al “Pellegrinaggio Summorum Pontificum” .

IMG_8480234px-Wenecja_Santa_Maria_della_SaluteQuindici giorni dopo, il 16 giugno 2018, Traditio Marciana, in collaborazione con il CNSP, organizza un Pellegrinaggio alla Basilica di S. Maria della Salute in Venezia, Dorsoduro, 1, dove, a partire dalle h. 10, saranno recitate le Litanie della B.V.M. secondo l’uso veneziano, seguite dalla S. Messa solenne votiva della Presentazione della B.V.M., il cui celebrante sarà Mons. Marco Agostini, e dal Bacio della reliquia dell’ulna di S. Antonio di Padova. Al termine, è previsto un pranzo, per il quale occorre prenotarsi (posti limitati) scrivendo a traditiomarciana@gmail.com.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su Giugno 2018: il Populus Summorum Pontificum in pellegrinaggio

In Paradisum deducant te Angeli

Senza titoloNelle prime ore di oggi 18 maggio 2018 è mancato S. E. Rev.ma il Signor Cardinale Dario Castrillon Hoyos.

Nato a Medellin, in Colombia, il 4 luglio 1929, il Card. Castrillon Hoyos aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 26 ottobre 1952 per le mani dell’Arcivescovo Alfonso Carinci. Consacrato Vescovo il 18 luglio 1971, era stato elevato Arcivescovo il 16 dicembre 1992. S. Giovanni Paolo II lo creava cardinale il 21 febbraio 1998, conferendogli la diaconia del Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano, poi elevata a titolo presbiterale nel 2008.

Vescovo coadiutore e poi Vescovo di Pereira, è stato Segretario generale del Consiglio Episcopale Latinoamericano, Presidente del Consiglio Episcopale Latinoamericano, Arcivescovo metropolita di Bucaramanga, Pro-prefetto e poi Prefetto della Congregazione per il clero, Presidente del Consiglio Internazionale della Catechesi. È stato altresì Gran Priore del Sovrano Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Cavaliere dell’Insigne Real Ordine di San Gennaro, e Cardinal Patrono dell’Istituto del Buon Pastore.

Il Populus Summorum Pontificum lo ricorda soprattutto come Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che ha retto dal 14 aprile 2000 all’8 luglio 2009. Egli era, dunque, il Presidente della Commissione al momento dell’emanazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, del quale ha poi curato  l’applicazione nei primi due anni di vigenza.

Al Cardinale Castrillon Hoyos va dunque la riconoscenza di tutti i fedeli che vivono la loro fede al ritmo della liturgia tradizionale, della cui diffusione Sua Eminenza fu un insostituibile promotore. Nel 2013 celebrò, in San Pietro, il Pontificale del Pellegrinaggio Internazionale del Populus Summorum Pontificum, al quale non fece mai mancare il suo pubblico sostegno, partecipandovi nuovamente nel 2016, in occasione del Pontificale celebrativo del decimo anniversario dell’Istituto buon Pastore.

Il Populus Summorum Pontificum si unisce commosso al generale cordoglio per la scomparsa del Cardinal Castrillon Hoyos, ed eleva fervide preghiere per il riposo della sua anima, grato alla Provvidenza per aver donato alla Chiesa un così fedele e perseverante difensore della sua intramontabile tradizione liturgica.

Posted in Senza categoria | Commenti disabilitati su In Paradisum deducant te Angeli