Un importante premio per l’amico Andrea Carradori

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Domani,  22 giugno 2016alle ore 18,00 presso il Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani, Sala Zuccari, via della Dogana Vecchia 29, l’ amico Andrea Carradori, promotore del CNSP per le Marche, riceverà il  Premio “Marchigiano dell’anno 2016” (istituito nel 1984; 32ma edizione).

Il premio gli viene conferito per questa lusinghiera motivazione:

«Fin dall’adolescenza Andrea Carradori, rimasto da bambino orfano di padre, si è dedicato alla salvaguardia delle tradizioni religiose marchigiane.

Ha dato alle stampe nel 1985 la prima pubblicazione regionale della storia degli antichi organi.

Ideatore e co-fondatore delle Associazioni Culturali e Concertistiche “Domenico Silverj” (Tolentino) e Bichi Leopardi Dittajuti (Civitanova Marche) ha valorizzato attraverso l’allestimento di  Concerti e Conferenze tante chiese e antiche residenze nobiliari delle Marche e con esse la storia locale.

Decisamente contro corrente rispetto le ideologie imperanti, avendo aderito al Movimento anti’89 (per reagire alle eccessive esaltazioni della cosiddetta rivoluzione francese) promosso in Italia dal Prof. Pucci Cipriani, ha dato origine appunto nel 1989 al “Raduno delle Famiglie Storiche Marchigiane”. 

Anche le altre realizzazioni artistiche, con cori, orchestre italiane e straniere, Artisti vari, italiani e stranieri, hanno avuto un’unica finalità: la valorizzazione della tradizione.

In campo religioso ha svolto l’attività di maestro di Cappella presso le Cattedrali di Tolentino, di Macerata e attualmente presso la Basilica di San Nicola di Tolentino dirigendo la Schola Cantorum “Giuseppe Bezzi” istituita nel 1905 per il servizio liturgico del Santuario.

E’ fra i sostenitori di diverse confraternite locali, soprattutto quella del Sacro Cuore di Tolentino che ha recuperato e restaurato l’artistica omonima chiesa.

Collabora come maestro di coro e come accompagnatore all’Organo con numerose realtà ecclesiali locali.

Dopo la pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, (2007) Andrea Carradori ha rivolto ogni sua energia per la valorizzazione dell’antica liturgia latino-gregoriana.

Fa parte del Coordinamento Nazionale “Summorum Pontificum” delle Comunità che in Italia si identificano nell’antica liturgia: un’attiva organizzazione  di laici e sacerdoti che promuove pellegrinaggi e manifestazioni varie anche  per salvaguardare l’enorme patrimonio artistico e musicale collegato ad essa  un vero e proprio” patrimonio dell’umanità”.

Tutta l’attività di Andrea Carradori deve essere inquadrata nell’ottica della valorizzazione della tradizione da affidare intatta alle nuove generazioni».

Ci fa piacere osservare, con una punta di orgoglio del quale confidiamo verremo perdonati, che fra i meriti che gli hanno valso il conferimento del premio, vi è anche l’attività svolta da Andrea Carradori in senso al CNSP, per il quale, come ripetiamo, egli è Promotore per le Marche.

Il CNSP si congratula con il fraterno amico Andrea per l’importante e meritatissimo riconoscimento, che corona anche l’intensa attività da lui svolta per la promozione e la difesa della liturgia tradizionale e della sana dottrina. Ad maiora!

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DIACONESSE? UNO SGUARDO SULLA CHIESA ANTICA

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                 Recentemente il Santo Padre ha reso noto di voler istituire una commissione per lo studio del ministero delle diaconesse nella Chiesa antica.

            Ritengo che i membri di tale commissione utilizzeranno la copiosa letteratura teologica esistente sul tema. Già nel 1911, il Dictionnaire de théologie catholique, in uno dei poderosi volumi di cui è composto, che raccolgono una miniera di informazioni, trattava l’argomento, alla voce Diaconesses. L’autore del saggio, dopo una minuziosa disamina delle fonti, concludeva: “Come il ministero delle diaconesse non aveva nulla di sacerdotale, ugualmente la loro ordinazione non aveva nulla di sacramentale” (la traduzione dal francese è mia). Più recentemente, un illustre patrologo contemporaneo, affrontando il medesimo argomento, giungeva a conclusioni identiche: “Di fatto, neppure in Oriente, le diaconesse potevano aspirare a funzioni gerarchiche, rientrando piuttosto le loro competenze in servizi di tipo ausiliario, a supporto assistenziale e organizzativo della comunità”. Gli specialisti dell’Augustinianum, pubblicando la nuova edizione del Dizionario patristico e di antichità cristiane, non hanno omesso di inserire una voce riguardante proprio le “diaconesse”. Leggendo questo articolo, si apprende che “a partire dal IV secolo le testimonianze sulle diaconesse si fanno più numerose, ma esse non sono considerate facenti parte del clero, anche se vengono ordinate con l’imposizione delle mani”.

            Indubbiamente, il contesto in cui il Santo Padre ha manifestato la sua intenzione è associato all’improcrastinabile necessità di una valorizzazione del “genio femminile” all’interno della Chiesa. A tal scopo, gioverà non poco la meditazione di uno dei documenti più belli del Magistero di San Giovanni Paolo II, la Lettera Apostolica Mulieris dignitatem, come in genere, a mio parere, alla Chiesa intera gioverà ancor di più l’applicazione delle linee dottrinali e, pertanto, autenticamente pastorali del ricchissimo insegnamento di quel Pontefice e del Suo degnissimo successore, il Papa emerito Benedetto XVI.

Sac. Roberto Spataro, sdb

Ordinario di Letteratura Cristiana Antica presso l’Università Pontificia Salesiana. Segretario della Pontificia Academia Latinitatis.

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TUTTI A NORCIA!

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Cari Pellegrini di Norcia!

Cari Amici del Populus Summorum Pontificum d’Italia!

 

Si avvicina il II Pellegrinaggio Nazionale dei Coetus Fidelium d’Italia a Norcia (8, 9 e 10 luglio 2016), e siamo certi che stiate tutti inserendo in agenda questo importante appuntamento, il cui programma è:

venerdì 8 luglio 2016,

dalle h 17,00: accoglienza dei pellegrini

h 19,45: Compieta in Basilica con i Monaci

dalle h 20,00: cena libera.

sabato 9 luglio 2016,

dalle h 7,00: confessioni in Basilica

h 8,30: trasferimento in pullman alla Chiesa di San Salvatore, a Campi di Norcia (punto di partenza della traversata a piedi per rientrare al Monastero);

h 9,00: recita del S. Rosario e inizio della traversata a piedi per rientrare a Norcia (circa 3 ore di cammino. Chi desidera, potrà rientrare in pullman);

h 12,00: S. Messa in Basilica;

h 13,30: pranzo libero;

h 17,30: Vespri in Basilica con i Monaci;

h 18,00: conferenza spirituale;

h 19,45: Compieta in Basilica con i Monaci;

h 20,30: cena del Pellegrinaggio.

 domenica 10 luglio 2016,

h 8,30: trasferimento in pullman fino al punto di partenza della nuova traversata a piedi verso la Basilica (breve: circa 45 minuti);

h 10,00: S. Messa conventuale in Basilica;

h 11,45: commiato dei pellegrini.

Poiché il pellegrinaggio si terrà a ridosso della festa benedettina dell’11 luglio, i fedeli che lo vorranno potranno trattenersi a Norcia anche in quella importante giornata.

Come sapete, la sistemazione (vitto e alloggio) dei pellegrini è libera. Pertanto, per venire incontro alle esigenze di coloro che desiderano programmare autonomamente il loro soggiorno a Norcia, desideriamo segnalarVi le proposte di alloggio che trovate di seguito. Ringraziamo di cuore l’agenzia Via Sacra per la professionalità con cui ci ha accompagnati sin qui, e vi preghiamo di notare che per usufruire di una delle seguenti proposte di soggiorno occorre contattare direttamente la Bianconi Ospitalità di Norcia (Corso Sertorio 12, 06046 Norcia; tel. 0743/816513; fax 0743/817342; mail: info@bianconi.com).

PERNOTTAMENTO E PRIMA COLAZIONE

– Hotel Grotta Azzurra  e Residence la Castellina:

– camera singola, € 64.00

– camera doppia, € 84.00

– camera tripla, € 99.00

– camera quadrupla, € 114.00

Dependance e soluzioni 2**

– camera singola, € 50.00

– camera doppia, € 63.00

– camera tripla, € 78.00

– camera quadrupla, € 93.00

Sconto del 10% sulla seconda notte e sulle successive (per chi si trattiene anche per la festa di San Benedetto, 11 luglio).

Cena dei Pellegrini (sabato 9 luglio, sera): € 25,00, bevande incluse

Pasti per gli altri giorni: € 18,00, al menù del giorno, bevande incluse.

Per comprensibili esigenze organizzative, Vi preghiamo di volerci comunque dare notizia della vostra partecipazione al pellegrinaggio all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com, precisando, se possibile, dove alloggerete, e se desiderate avvalervi del transfer in pullman per raggiungere San Salvatore in Campi il sabato mattina, e il punto di partenza della breve traversata a piedi verso la Basilica di Norcia la domenica mattina.

NB: per avvalersi dei tansfer in pullman occorre prenotarsi presso la Bianconi Ospitalità, all’indirizzo mail info@bianconi.com o presso il CNSP, all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com.

IN MANCANZA DI PRENOTAZIONE, L’ORGANIZZAZIONE NON GARANTISCE IL TRASPORTO.

Per la partecipazione al pellegrinaggio, ai pellegrini di età maggiore di 18 anni è richiesto un piccolo contributo, secondo le possibilità di ciascuno, da versare direttamente in loco. Il contributo minimo consigliato è di € 5,00 per i singoli, € 10,00 per le famiglie. Grazie!

 

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STORIA DELLA CHIESA IL “MARTIRIO TEOLOGICO” DEL DIACONO RUSTICO E GLI ERRORI DI PAPA VIGILIO (VI sec.)

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È sempre molto istruttivo rivisitare la Storia della Chiesa.

Nel VI secolo dopo Cristo, il diacono romano Rustico, un teologo di prima classe, di cui ci resta un’opera di cristologia intitolata Disputatio contra Acephalos (con questo termine si indicavano i Monofisiti che negavano il dogma cristologico definito dal Concilio di Calcedonia nel 451) entrò in disaccordo con il Pontefice romano, Vigilio, al quale era legato da vincoli di parentela: era il figlio del fratello del Papa. Vigilio giunse a scomunicare il nipote e a deporlo dall’ordo diaconorum.

Entrambi si trovavano a Costantinopoli, dove una buona parte dell’aristocrazia romana si era rifugiata a seguito delle interminabili guerre gotiche che stavano devastando la penisola. Il Papa, eletto, stando ad alcune fonti, per una serie di torbide manovre, era stato di fatto arrestato dall’Imperatore Giustiniano e tradotto a Costantinopoli per confermare la condanna dei Tre Capitoli, fortemente voluta dall’Imperatore. “Tre Capitoli” sono tre autori, Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Ciro, Iba di Edessa, ritenuti eretici dai monofisiti. In realtà, erano autori che, pur ispirandosi ad una cristologia formulata in modo ancora immaturo, erano giustamente considerati ortodossi da coloro che difendevano il Concilio di Calcedonia. In altre parole, per i monofisiti condannare i “Tre Capitoli” significava rimettere in discussione le decisioni del Concilio di Calcedonia, il più importante nella storia della Chiesa per la definizione dello statuto ontologico di Gesù Cristo, due nature, integre e perfette, unite, senza divisione e senza confusione, in un’unica persona. Giustiniano, pur di placare le contese religiose che indebolivano l’Impero, sotto la pressione della moglie Teodora, dichiaratamente monofisita, era disponibile a sacrificare i “Tre Capitoli”, con una condanna post mortem, pur di placare la ribellione dei monofisiti.

Il Papa cedette e con il suo Iudicatum confermò la condanna. Successivamente, con un atteggiamento ondivago, confuso, ambiguo, ritrasse la condanna per poi ribadirla, sia pure con alcuni distinguo che aumentarono le incertezze. La Chiesa in Occidente reagì opponendosi alle decisioni del Papa. Le Chiese di Aquileia e Milano ruppero persino la comunione con Roma e si consumò un doloroso scisma ricucito dopo un secolo.

In queste infelici circostanze, operò il diacono Rustico, strenuo difensore del Concilio di Calcedonia, dotato di una pietas sincera e fervorosa, uomo di fede e di preghiera, animato dalle autentiche motivazioni di una coscienza religiosa sensibile e schietta. La sua intensa attività di corrispondenza aiutò l’episcopato a formulare un giudizio retto sulla “posta in gioco” e sull’atteggiamento assunto dal Pontefice che, cedendo alle minacce, alle lusinghe, alle pressioni della corte imperiale, con i suoi pronunciamenti, rischiava di rimettere in discussione il dogma cristologico.

Che cosa pensare del dissenso apertamente manifestato dal diacono Rustico nei confronti del Pontefice? Il clima generale dell’epoca imponeva di “schierarsi”: perché ogni moderazione appariva un cedimento o un compromesso. In tale situazione, il comportamento del papa Vigilio lasciava disorientati anche i suoi più fedeli collaboratori. Tutti erano ben consapevoli della pretestuosità della questione dei Tre Capitoli: la loro riprovazione serviva da “maschera” per coprire un atto teologicamente molto più grave: la condanna della definizione cristologica del Concilio di Calcedonia. L’atteggiamento vago e incomprensibile di Vigilio, giustificabile forse per le circostanze sfavorevoli in cui venne a trovarsi, non aiutava certamente a rasserenare gli animi di coloro che erano sinceramente e giustamente preoccupati di non intaccare l’autorità e il valore del IV Concilio Ecumenico. La storia recente aveva dimostrato che i tentativi di oscurarlo e di minimizzarlo erano sempre possibili e, una volta attuati, le loro conseguenze potevano risultare devastanti. Di qui la fermezza adoperata da Rustico e, in questo senso, ci sentiamo di giustificare il suo operato: il suo fu un “martirio teologico” per la difesa del bene più prezioso nella Chiesa, la fede in Gesù Cristo.

Don Roberto Spataro

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Corpus Domini a Pordenone: S. Messa e processione eucaristica

Il gruppo Una Voce di Pordenone annuncia che domenica 29 maggio alle ore 18.00 sarà celebrata la S. Messa cantata seguita dalla processione eucaristica in occasione del Corpus Domini. Chiesa della Santissima (Via San Giuliano – Ponte di Adamo ed Eva) Pordenone.
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IV pellegrinaggio pugliese SUMMORUM PONTIFICUM

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I PADRI DELLA CHIESA AIUTANO A CONOSCERE E AD AMARE LA MADONNA

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“Perché voi cattolici «adorate» la Madonna? Non sapete che è un grave peccato, idolatria, e che è espressamente proibito dalla Bibbia?” A queste domande, che agguerriti testimoni di geova o membri di altre denominazioni religiose ci pongono, segue sempre una delle classiche obiezioni da essi adoperata per insinuare il dubbio della legittimità del culto mariano: “Non sapete che la Madonna non è Vergine? Ha avuto altri figli, come tutte le altre donne”. E subito sciorinano i passi del Vangelo in cui si menzionano “i fratelli e le sorelle di Gesù”. Non sono pochi i fedeli cattolici che rimangono disorientati. Alla sensazione di amarezza, per aver ascoltato parole irriguardose verso la Madre del Signore, può persino subentrare, insidiosa, la domanda: “E se fosse vero quello che mi hanno detto? Non è che abbiano ragione loro che conoscono così bene la Bibbia?”. Non c’è ragione di temere.

La Bibbia, anche nei passi che riguardano la Vergine Maria, è stata amorevolmente e sapientemente interpretata da una schiera di santi, molti dei quali espressamente riconosciuti come tali, vissuti nei primi secoli della storia della Chiesa. Sono chiamati “Padri della Chiesa” perché con il loro insegnamento, autenticato da una coraggiosa e coerente testimonianza di vita cristiana, hanno aiutato la Chiesa tutta a “generare” la sua fede nella comprensione della Rivelazione del Signore. Per questo motivo essi sono tenuti in grande onore dalla Chiesa che ricorre spesso al loro magistero per progredire nella conoscenza della Parola del Signore, ieri, come oggi. Basta scorrere le pagine del Catechismo della Chiesa Cattolica per accorgersi che molto frequentemente passi delle loro opere sono stati inseriti per illustrare il contenuto della fede cattolica. I nomi di alcuni Padri della Chiesa sono ben conosciuti: Ambrogio, il grande vescovo di Milano che osava rimproverare l’Imperatore per i suoi peccati, Gerolamo, l’austero monaco del deserto al cui seguito si consacravano a Dio le ragazze più buone, il fior fiore delle nobili famiglie romane del tempo, Agostino il figlio di Monica convertito dalla preghiere e dalle lacrime della madre. Molti altri, invece, non sono noti alla maggioranza dei fedeli.

Ebbene, i Padri della Chiesa hanno avuto un ruolo fondamentale anche nella comprensione del ruolo della Madonna nella storia della salvezza, della sua dignità eccezionale, della sua intercessione superiore a quella di tutti gli altri santi. Già molti secoli fa, essi hanno letto anche quei passi della Bibbia che, oggi, non si sa se più per ingenuità o per ignoranza, i testimoni di geova e gli aderenti ad altre sette, citano per sminuire la grandezza e la bellezza della Madonna.

Per esempio, Gerolamo, grande conoscitore del mondo ebraico, cioè del mondo del tempo di Gesù e della composizione dei Vangeli, faceva notare che molto spesso nella Bibbia la parola “fratello e sorella” è adoperata per indicare i consanguinei, noi diremmo oggi i cugini, le cugine, persino i nipoti. Gerolamo, come altri Padri della Chiesa, metteva in evidenza come sarebbe stato davvero incomprensibile se Gesù, prima di morire sulla croce, non avesse affidato la Madre ai suoi ipotetici fratelli, anziché al discepolo Giovanni. La spiegazione è semplice: la Madonna non aveva altri figli!

È dunque molto utile conoscere l’insegnamento dei Padri della Chiesa per mostrare la validità del culto mariano, solidamente fondato su una riflessione teologica che proprio loro hanno iniziato. Essi erano dotati di un dono peculiare: erano capaci di penetrare nel cuore della Parola di Dio e di scoprirvi tanti significati che sono come nascosti sotto il velo delle parole. Quanto comprendevano della Scrittura comunicavano ai fedeli riuniti nelle assemblee liturgiche per celebrare i sacramenti e per nutrirne la vita spirituale. Non ha forse Gesù stesso promesso nel Vangelo: “Lo Spirito Santo vi guiderà alla verità tutta intera”? I Padri della Chiesa, realmente ispirati dallo Spirito, hanno accompagnato la Chiesa tutta nel progresso dell’intelligenza delle verità della fede, che danno speranza e fiducia alla nostra vita. In particolar modo, hanno compreso come non si possa accogliere il messaggio di Gesù, la sua azione redentrice, senza conoscere, amare e onorare la sua Santissima Madre, della quale parlano con accenti di commozione, di tenerezza, di ammirazione.

Uno degli antichi Padri della Chiesa, molto venerato ancora oggi dai cristiani della martoriata terra dell’Iraq, esclamava: “Davvero, Gesù, tu e tua madre siete i soli ad essere bellissimi in tutto. In te, infatti, o Signore, non esiste alcun difetto alcuno; né vi è macchia nella madre tua”. I Padri della Chiesa sono stati aiutati a sviluppare le loro profonde riflessioni sulla Madonna dalla pietà, il sentimento con cui, spontaneamente ed affettuosamente, sin dall’inizio della storia della Chiesa, tutti i fedeli, sia i più fervorosi e coerenti sia quelli più tiepidi e superficiali, hanno coltivato nei riguardi della Madre del Signore, sentita come Madre di tutti i cristiani.

I Padri della Chiesa, però, hanno aggiunto un elemento importantissimo a questo culto: ne hanno mostrato ed approfondito il fondamento teologico. In altre parole, hanno aiutato a capire come la venerazione per la Madonna non solo sia solamente utile, conveniente, opportuna. Essa è anche necessaria per essere degli autentici cristiani.

Potremmo paragonare l’entusiasmo e l’attaccamento dei fedeli alla Madonna alle pietre di un meraviglioso edificio. Queste pietre hanno bisogno di essere ordinatamente disposte e dunque i muratori, esperti ed operosi, si mettono al lavoro per elevare questo costruzione. Sono i Padri della Chiesa. Agiscono sotto l’abile regia di un architetto veramente eccezionale: lo Spirito Santo. Questo edificio, costruito nei secoli passati e in cui noi pure abitiamo e di cui godiamo, è la teologia e il culto mariano. La Chiesa, incessantemente, si preoccupa di abbellire questa casa, costruita solidamente sulle strutture innalzate dai Padri della Chiesa.

John Newman era un sacerdote anglicano, molto dotto e pio, vissuto nel secolo XIX. Si mise a studiare con passione i Padri della Chiesa e scoprì che gli anglicani, staccandosi dalla Chiesa cattolica, avevano commesso un grave errore: avevano rinunciato a praticare la devozione mariana. Si fece cattolico e il Papa del tempo, Leone XIII, decise di nominarlo cardinale. Questo grande studioso un giorno scrisse ai suoi amici anglicani: “I Padri mi fecero cattolico. Anche per la dottrina sulla Vergine Maria, i Padri mi bastano. Vi scrivo perché mi sento chiamato a confessare apertamente la mia dottrina mariologica, affinché gli altri possano conoscere, se vogliono venire dove sono io, ciò che debbono ritenere sulla Vergine Maria”.

don Roberto Spataro, sdb

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II PELLEGRINAGGIO SUMMORUM PONTIFICUM “SULLE ORME DI BENEDETTO”

DALL’8 AL 10 LUGLIO IL II PELLEGRINAGGIO

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“SULLE ORME DI BENEDETTO”

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Il CNSP (Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum) torna a riunire a Norcia i fedeli italiani del Populus Summorum Pontificum.  I prossimi 8, 9 e 10 luglio ci ritroveremo per il II Pellegrinaggio Nazionale “Sulle orme di Benedetto”: un’intensa esperienza spirituale, accompagnati dai Monaci del Monastero di S. Benedetto.

Ecco il

PROGRAMMA

venerdì 8 luglio 2016,

dalle h 17,00: accoglienza dei pellegrini

h 19,45: Compieta in Basilica con i Monaci

dalle h 20,00: cena libera.

sabato 9 luglio 2016,

dalle h 7,00: confessioni in Basilica

         h 8,30: trasferimento in pullman alla Chiesa di San Salvatore, a Campi di Norcia (punto di partenza della traversata a piedi per rientrare al Monastero);

      h 9,00: recita del S. Rosario e inizio della traversata a piedi per rientrare a Norcia (circa 3 ore di cammino. Chi desidera, potrà rientrare in pullman);

h 12,00: S. Messa in Basilica;

h 13,30: pranzo libero;

h 17,30: Vespri in Basilica con i Monaci;

h 18,00: conferenza spirituale;

h 19,45: Compieta in Basilica con i Monaci;

h 20,30: cena del Pellegrinaggio.

 domenica 10 luglio 2016,

h 8,30: trasferimento in pullman fino al punto di partenza della nuova traversata a piedi verso la Basilica (breve: circa 45 minuti);

h 10,00: S. Messa conventuale in Basilica;

h 11,45: commiato dei pellegrini.

Come sapete, la sistemazione (vitto e alloggio) dei pellegrini è libera. Pertanto, per venire incontro alle esigenze di coloro che desiderano programmare autonomamente il loro soggiorno a Norcia, desideriamo segnalarVi le proposte di alloggio che trovate di seguito. Ringraziamo di cuore l’agenzia Via Sacra per la professionalità con cui ci ha accompagnati sin qui, e vi preghiamo di notare che per usufruire di una delle seguenti proposte di soggiorno occorre contattare direttamente la Bianconi Ospitalità di Norcia (Corso Sertorio 12, 06046 Norcia; tel. 0743/816513; fax 0743/817342; mail: info@bianconi.com).

PERNOTTAMENTO E PRIMA COLAZIONE

– Hotel Grotta Azzurra  e Residence la Castellina:

– camera singola, € 64.00

– camera doppia, € 84.00

– camera tripla, € 99.00

– camera quadrupla, € 114.00

Dependance e soluzioni 2 **

– camera singola, € 50.00

– camera doppia, € 63.00

– camera tripla, € 78.00

– camera quadrupla, € 93.00

Sconto del 10% sulla seconda notte e sulle successive (per chi si trattiene anche per la festa di San Benedetto, 11 luglio).

Cena dei Pellegrini (sabato 9 luglio, sera): € 25,00, bevande incluse

Pasti per gli altri giorni: € 18,00, al menù del giorno, bevande incluse

Per comprensibili esigenze organizzative, Vi preghiamo di volerci comunque dare notizia della vostra partecipazione al pellegrinaggio all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com, precisando, se possibile, dove alloggerete, e se desiderate avvalervi del transfer in pullman per raggiungere San Salvatore in Campi il sabato mattina, e il punto di partenza della breve traversata a piedi verso la Basilica di Norcia la domenica mattina.

NB: per avvalersi dei tansfer in pullman occorre prenotarsi presso la Bianconi Ospitalità, all’indirizzo mail info@bianconi.com o presso il CNSP, all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com. 

                                           IN MANCANZA DI PRENOTAZIONE,                                                  L’ORGANIZZAZIONE NON GARANTISCE IL TRASPORTO.

Per la partecipazione al pellegrinaggio, ai pellegrini di età maggiore di 18 anni è richiesto un piccolo contributo, secondo le possibilità di ciascuno, da versare direttamente in loco. Il contributo minimo consigliato è di € 5,00 per i singoli, € 10,00 per le famiglie. Grazie!

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Il pellegrinaggio, che avrà inizio con Compieta di venerdì 8 luglio, troverà il suo momento focale nella mattinata di sabato 9 luglio, quando i pellegrini, partendo dalla bellissima chiesa di San Salvatore a Campi di Norcia, rientreranno a piedi, attraverso i boschi, al Monastero, per la celebrazione della S. Messa. Nel pomeriggio, tra i Vespri e Compieta, vi sarà una conferenza spirituale, a cura dei Monaci. L’indomani, domenica 10 luglio, un nuovo, breve percorso a piedi riporterà i pellegrini in Basilica, per la S. Messa solenne conclusiva.

Quest’anno il pellegrinaggio si terrà a ridosso della festa benedettina dell’11 luglio, e i fedeli che lo vorranno potranno trattenersi a Norcia anche in quella importante giornata.

Come ha spiegato l’anno scorso padre Cassiano, Priore del Monastero, il pellegrinaggio, con la fatica della traversata a piedi, è un segno del cammino che siamo tutti chiamati a compiere per liberarci dai vizi ed abbracciare compiutamente la virtù. Per i fedeli italiani, inoltre, venire a pregare nel cuore dell’Umbria, quasi un ritorno alle radici della storia cristiana d’Italia, è un’occasione preziosa per riunirsi fraternamente provenendo da tutti i Coetus del Paese, per condividere i frutti spirituali della liturgia tradizionale, perfetta ed integrale espressione della fede cattolica, per consolidare amicizie già strette e per stringerne nuove.

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Rivarolo Canavese: S. Messa cantata per Pentecoste

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Carissimi fratelli,

volentieri ho ricevuto la comunicazione che Vi allego dal Coetus del primo venerdì del mese di Rivarolo Canavese, il quale ha richiesto al Parroco la celebrazione di una S. Messa cantata nella forma straordinaria del Rito Romano per la solennità di Pentecoste, domenica 15 maggio p.v. alle ore 18,00 nella chiesa parrocchiale (e giubilare) di San Giacomo Apostolo.

Sarà presente la corale En Clara Vox, la cui diligenza e capacità musicale (oltre che l’attenzione litugica) molti di noi già conoscono.

L’iniziativa appare lodevole non solo per la solennità del giorno, ma anche per ulteriori due motivi: l’occasione di unirci nella fede alla gioia di una ragazzina (figlia di una famiglia che fa parte del Coetus) che durante la S. Messa riceverà la sua prima Comunione e la possibilità di effettuare un piccolo pellegrinaggio ad una chiesa giubilare e passare per la Porta Santa, ricevendo il dono dell’indulgenza plenaria nell’anno della Misericordia indetto da papa Francesco.

Per questi motivi, il Coordinamento Regionale del Summorum Pontificum per il Piemonte aderisce all’iniziativa e, d’intesa con il Coetus rivarolese, estende a tutti Voi, ai Vostri familiari ed amici e a tutti quelli che nella liturgia antica trovano – per usare le belle parole di papa Benedetto – «una forma, particolarmente appropriata per loro, d’incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia» l’invito a prendere parte alla celebrazione della Messa.

L’invito è rivolto davvero con gioia a tutti, gruppi organizzati o singoli fedeli, in ogni parte della Regione.

L’incontro è fissato alle ore 17,00 sul sagrato della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo (via Ivrea n. 88, a Rivarolo) da dove in processione, pregando, ci recheremo alla chiesa di San Giacomo per varcare la Porta Santa giubilare. Saranno anche presenti dei sacerdoti, disponibili per le confessioni.

Per chi lo desidera, dopo la Messa ci ritroveremo nei locali dell’Oratorio di San Michele per un momento di convivialità e di conoscenza, nella condivisione della medesima fede e della comune venerazione per la liturgia tradizionale.

Confidiamo nella Vostra partecipazione abbondante e gioiosa, così da poter vivere intensamente il primo incontro-pellegrinaggio del populus Summorum Pontificum del Piemonte, primo – si spera – di una serie di incontri che, con il Vostro gradimento, speriamo di poter realizzare.

Per ragioni organizzative, pregherei cortesemente tutti coloro che intendono essere presenti di volermi dare un’adesione via email all’indirizzo piemonte.cnsp@gmail.com. Sono ovviamente a disposizione per ogni chiarimento o necessità.

Con l’occasione comunico che i Coetus che desiderino celebrare l’anno santo della Misericordia con un pellegrinaggio per ottenere il dono dell’indulgenza e celebrare la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano conformemente al motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XV sono benvenuti nella chiesa parrocchiale di San Giacomo e possono prendere contatto per organizzare l’evento all’indirizzo email di cui sopra ovvero a quello della parrocchia…

Sperando d’incontrarVi numerosi il pomeriggio della prossima Pentecoste, rivolgo a  Voi tutti un cordiale saluto e l’augurio di ogni bene,

M.G.

Coordinamento Regionale del Summorum Pontificum del Piemonte

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