Il CNSP alla MARCIA PER LA VITA 2019

MPV_2019Si rinnova anche nel 2019 l’ormai più che consolidata tradizione che vede il CNSP attivamente presente alla Marcia per la Vita, la cui IX edizione si terrà a Roma, sabato 18 maggio 2019, a partire dalle h. 14,30, con ritrovo in Piazza della Repubblica.

mplv_flyer_2019_leopoldo_webAnche quest’anno, dunque, il CNSP promuove la celebrazione di una S. Messa, che sarà offerta in suffragio dell’anima dell’indimenticato e indimenticabile Mario Palmaro, e che sarà celebrata, prima dell’inizio della manifestazione, da Mons. Marco Agostini alle h. 12 di sabato 18 maggio presso la Basilica dei Santi Vitale e Compagni Martiri in Fovea (meglio nota, più brevemente, come Basilica di San Vitale), in via Nazionale, 194/b (poco distante da Piazza della Repubblica). Le offerte raccolte in occasione della S. Messa saranno devolute all’Associazione San Giuseppe, costituita per provvedere al sostentamento economico della famiglia di Mario Palmaro dopo la sua prematura scomparsa.

Siamo certi che tutti i fedeli del Populus Summorum Pontificum vorranno intervenire numerosissimi alla Marcia, ed unirsi in preghiera, sin dalla vigilia della Marcia, partecipando all’Adorazione Eucaristica per la Vita che si terrà 17 maggio, dalle h. 20 alle h. 21,30, presso la chiesa di S. Maria in Campitelli, in Roma, piazza Campitelli 9, ed assistendo alla S. Messa nella Basilica di S. Vitale il giorno stesso della Marcia.

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SURREXIT CHRISTUS VERE, ALLELUIA!

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IL CNSP ALLA MARCIA PER LA FAMIGLIA

Il CNSP sarà presente alla Marcia per la Famiglia che si terrà domenica 31 marzo a Verona, promuovendo la celebrazione di una S. Messa, che sarà offerta da mons. Marco Agostini. L’iniziativa è in collaborazione con il coetus fidelium San Remigio Vescovo di Verona.

L’appuntamento è alle h. 11, presso la Chiesa di S. Maria Antica, in via Arche Scaligere, 3.

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Verso Pasqua con i Monaci di Norcia

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Con la S. Messa della trascorsa domenica di Settuagesima il calendario liturgico ha iniziato ad accompagnarci verso l’ormai imminente tempo di Quaresima, per poi condurci alla Santa Pasqua, che celebreremo il prossimo 21 aprile.

Avvertiamo tutti l’esigenza di ben prepararci al momento focale dell’anno liturgico e, così, del cammino spirituale che ci sforziamo di compiere giorno dopo giorno per liberarci dall’uomo vecchio, e pervenire alla partecipazione del mistero della salvezza, come pregheremo nel postcommunio della prima domenica di Quaresima; e sappiamo bene come sia difficile, incalzati dalle nostre tante occupazioni, trovare i tempi e i modi per farlo.

Header-Logo-1Per soddisfare questa necessità ed offrire a tutti la possibilità di un momento di speciale spiritualità, il CNSP ha pregato i carissimi Monaci del Monastero di Norcia di volerci accogliere per un

ritiro in preparazione della S. Pasqua

che si terrà nelle giornate di sabato 6 e domenica 7 aprile, prima domenica di Passione, secondo il seguente programma:

sabato 6 aprile 2019

  • 06,00: Lodi – inizio del Ritiro
  • 06,00: Messe private (lette)
  • 07,45: Prima seguita da una conferenza spirituale tenuta dai Monaci “Come vivere la quaresima secondo San Benedetto
  • 10,00: Terza e Messa Conventuale
  • h.11,00: Letture private
  • 13,00: Breve riposo
  • 13,25: Passeggiata (tempo permettendo) con la recita del rosario o via Crucis.
  • 14,45: Nona
  • 15,00: Conferenza spirituale tenuta dai Monaci “La liturgia quaresimale
  • 16,00: Vespri; a seguire: Cena
  • h.19,15: Compieta

domenica 7 aprile 2019 

  • 09,00: Confessioni
  • 10,00: S. Messa
  • 12,45: Sesta
  • 13,00: Pranzo festivo
  • 14,45: Nona – conclusione del Ritiro

per coloro che giungeranno a Norcia nel pomeriggio di venerdì 5 aprile

  • 16,15: Vespri
  • 19,15: Compieta

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Vi preghiamo di volerci comunicare la Vostra adesione non oltre il 31 marzo 2019 all’indirizzo mail cnsp2007gmail.com: poiché il ritiro non potrà accogliere più di 20 partecipanti, potremo confermare la partecipazione solo entro tale numero, dando la precedenza a coloro che si saranno iscritti più tempestivamente.

Per l’alloggio a Norcia al quale vorrete provvedere personalmente– vi segnaliamo le seguenti strutture ricettive, che si trovano nei pressi del Monastero così da poterlo agevolmente raggiungere a piedi, e che vi invitiamo a contattare direttamente per la necessaria prenotazione:

Agriturismo Il Casale degli Amici (tel. 0743/816811 oppure328/8612385; mail info@ilcasaledegliamici.it; www.ilcasaledegliamici.it). La struttura ci ha comunicato che il costo dell’alloggio (pernottamento e prima colazione) è di € 40 a notte per persona in camera doppia, e di € 55 a notte per persona in camera doppia ad uso singolo.

Agriturismo La Tana dei lupi (tel. 339/1092198; mail info@latanadeilupinorcia.it; www.agriturismoanorcia.it). La struttura ci ha comunicato che il costo dell’alloggio (pernottamento e prima colazione) è di € 30 a notte per persona.

È ovviamente saggio prenotare con congruo anticipo. Va da se che potrete organizzare come meglio credete la vostra permanenza presso qualunque altra struttura della zona.

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GLORIA IN EXCELSIS DEO!

Et péperit fílium suum primogénitum, et pannis eum invólvit, et reclinávit eum in præsépio

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Notizie da un’isoletta

Rubiamo il titolo ad un gradevole libro di Bill Bryson (Notes from a Small Island), pubblicato qualche anno fa, per proporre la traduzione di un articolo apparso lo scorso ottobre sul Catholic Herald, nota testata cattolica britannica. Cogliendo l’occasione del trasferimento di Padre Christopher Basden ad un nuovo incarico, l’autore, Stuart Reid, ci offre un’interessante testimonianza sull’introduzione nella Parrocchia di San Beda, a Londra, della liturgia tradizionale ancor prima dell’avvento del Motu Proprio Summorum Pontificum, e, tracciando un vivo spaccato del modo in cui la vita liturgica tradizionale si è inserita senza fratture in una normale parrocchia territoriale, suggerisce qualche utile spunto di riflessione anche per il Populus Summorum Pontificum italiano.  Ringraziamo p. Gabriel Diaz Patri per la segnalazione, e Federico Baldelli Purrone per la traduzione.

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Come la Messa Antica giunse a Bahlam

La chiesa di San Beda a Clapham Park è senza dubbio un edificio imponente. Essendo arretrato rispetto alla strada si può facilmente passargli davanti senza accorgersene. Se si dovesse notarlo si potrebbe scambiarlo per una cappella metodista, forse Alto Metodista vista la presenza, all’esterno, di una croce con l’iscrizione “SALVATI L’ANIMA”.

Ma ci si sbaglierebbe di grosso. Nell’ultimo quarto di secolo San Beda è divenuta una delle grandi parrocchie di Londra, tanto da meritarsi d’esser messa alla pari, per quanto riguarda la liturgia tradizionale, con la chiesa di St. James a Spanish Place, la chiesa del Corpus Christi a Maiden Lane e financo il Brompton Oratory.

L’ascesa della parrocchia di San Beda può essere tracciata all’origine, qualcosa avvenuto presso la spiaggia di Fort Lauderdale nel gennaio 1994. P. Christopher Basden, allora quarantunenne, era lì con alcuni amici sacerdoti. Si trovavano in ritiro e la loro conversazione si spostò su Klaus Gamber, il sacerdote e liturgista tedesco la cui opera “La Riforma della Liturgia Romana” era stata recentemente pubblicata. Il libro è un’impeccabile trattazione della rottura creata dalle agitazioni liturgiche durante il Concilio Vaticano II e, in misura anche maggiore, dopo di esso.

Padre Christopher rimase affascinato da ciò che stava sentendo e, in seguito, sempre durante la vacanza al mare, che faceva parte di un viaggio sabbatico negli Stati Uniti, i suoi amici lo portarono ad assistere ad una Messa Cantata. Fu convertito. Non molto tempo prima era stato nominato sacerdote parrocchiale presso San Beda, e da quel momento decise che, quando avrebbe preso servizio nel settembre di quell’anno, vi avrebbe in qualche modo trovato un posto per la Messa Antica.

Fortunatamente per lui, e sicuramente per la Chiesa, il leggendario p. Hugh Thwaites SJ acconsentì ad entrare nella squadra a San Beda. Si trattava di uomo straordinario. Le sue origini erano giudaiche e cristiano-scientiste. Si convertì al Cattolicesimo mentre era in servizio come ufficiale dell’esercito presso Singapore all’inizio della guerra. Quando Singapore fu occupata, venne preso prigioniero e passò il resto della guerra nella nota prigione di Changi.

“Era un sant’uomo”, mi ha detto padre Christopher la scorsa settimana. Chiaramente. Ma era anche un uomo eccezionalmente utile, aveva un indulto personale per celebrare la Messa Antica, potendo così celebrarla anche a San Beda senza violare il diritto canonico.

Dall’arrivo di p. Thwaites nella parrocchia di San Beda nel 1995 – vi rimase per due anni – la Messa tradizionale in latino vi è stata offerta quotidianamente. Tra gli eccezionali sacerdoti “Tridentini” che sono succeduti a p. Thwaites vi sono p. Andrew Southwell, per un periodo cappellano della Latin Mass Society e ora residente a Roma, e Don Armand de Malleray, attualmente provinciale per l’Inghilterra della FSSP. La Messa domenicale a San Beda è una Messa Antica cantata, a volte Messa Solenne in terzo. Neanche il Brompton Oratory arriva a tanto, pur avendo una Messa letta alle nove.

Oggi, dopo quasi un quarto di secolo, un altro cambiamento si avvicina. A gennaio padre Christopher dovrà trasferirsi a Thanet nel Kent come sacerdote parrocchiale presso le chiese di Ramsgate e Minter. Il suo è uno scambio di posto con p. Marcus Holden, che è in realtà già presente a San Beda. Il suo trascorso presso Ramsgate è magnifico. Negli ultimi dieci anni ha fatto restaurare il Santuario di Sant’Agostino – un capolavoro dell’architetto Pugin – con l’aiuto dell’English Heritage Lottery Found, che ha contribuito con un milione e trecentomila sterline. Ha ovviamente restaurato anche la liturgia tradizionale. “Uno scambio fatto in Paradiso”, lo definisce padre Christopher.

Non molto dopo la promulgazione della Lettera Apostolica in forma di motu proprio “Summorum Pontificum” da parte di Papa Benedetto XVI nel 2007 padre Christopher ha reintrodotto l’antico uso di celebrare la Messa ad orientem, sia essa nell’antico o nel nuovo rito. Fu una mossa grande e coraggiosa, ma non si dimostrò particolarmente controversa. Vi fu una singola protesta da parte di un membro del consiglio parrocchiale. Che è stata pacificamente risolta. “Molti tra i fedeli neppure notavano la differenza”, ricorda padre Christopher.

Sono lieto di dire che San Beda è la mia chiesa. La conobbi inizialmente nella metà degli anni Novanta, durante il mio tortuoso viaggio di ritorno alla pratica della fede. Mi fu detto che la Messa Antica era regolarmente celebrata presso San Beda e mi bastava. Prima assistevo occasionalmente alla Messa di metà mattinata nella chiesa polacca di Balham. Qualsiasi cosa era meglio dell’inglese, pensavo, anche il polacco. Da tradizionalista decaduto ero alquanto eccitabile.

Oggi mi va più che bene assistere ad una Messa bassa in inglese celebrata da un sacerdote ad orientem e di ricevere la Santa Comunione in ginocchio alla balaustra. Se questo è buono per Benedetto XVI – e p. Christopher e p. Marcus – lo è anche per me.

Mi mancherà p. Cristopher Basden. E’ un uomo dalla risata pronta e la parola rinfrancante, un uomo di vera compassione, sebbene possa diventare un po’ irritabile. Ha l’amabile abitudine di sfogare le sue irritazioni dall’ambone. Ego te absolvo, padre. Sei un bravo e fedele sacerdote.

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Il nuovo sito internet dell’Istituto del Buon Pastore

L’Istituto del Buon Pastore (IBP), il cui Procuratore Generale a Roma è Don Giorgio Lenzi, ha recentemente messo in rete il nuovo sito della Casa San Clemente, sua sede nella città eterna. Il CNSP è lieto di dare il benvenuto in internet al nuovo sito, che vi invitiamo a visitare all’indirizzo https://buonpastoreroma.it, con i più sinceri auguri per il fruttuoso apostolato che l’Istituto svolge in Italia.

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Una conversazione con mons. Kozon, Vescovo di Kopenaghen

In vista dell’ormai imminente pellegrinaggio Ad Petri Sedem (circa il quale potete vedere qui, qui e qui), gli Amici del Coetus Internationalis Summorum Pontificum ci segnalano questa bella conversazione con mons. Czeslaw Kozon, che siamo lieti di proporvi.

monsKozonLa settimana prossima, Mons. Czeslaw Kozon, vescovo di Copenhagen sin dal 1995, guiderà i pellegrini del settimo pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum verso la tomba di San Pietro. Ringraziamo Sua Eccellenza per le sue risposte alle nostre domande, in particolare perché ha scelto di rispondere direttamente in italiano. Per capire che tipo di pastore è Sua Eccellenza, basta sapere che una trentina di fedeli danesi sono annunciati al pellegrinaggio, dimostrando così il legame forte che gli unisce a lui.

1) L’anno scorso, Papa Benedetto scriveva nella prefazione all’edizione russa della sua Teologia della Liturgia che “l’oscuramento di Dio nella Liturgia è la causa principale della attuale crisi della Chiesa”: condivide questa riflessione del Papa emerito?

Non penso che in generale Dio sia trascurato nella liturgia. Però Dio e le cose sacre e i luoghi sacri non sono sempre trattati con la debita riverenza. La causa principale è che la gente spesso non conosce le verità fondamentali della fede, e per questo la liturgia non è vista come una espressione della fede. Devo dire, però, che specialmente i sacerdoti giovani sono molto attenti a questo, e celebrano la liturgia in un modo molto degno.

2) Papa Francesco ha voluto riportare l’attenzione della Chiesa sulle sue periferie e si può ben dire che la Sua diocesi, che si estende fino alle isole Faroe e alla Groenlandia, appartiene a queste periferie dell’Orbe cattolico: quant’è importante per un cattolico, a maggior ragione quando si sente lontano da Roma (geograficamente ma anche a volte spiritualmente) manifestare la propria romanità, venendo in pellegrinaggio presso la Sede di Pietro?

I cattolici vivendo nella diaspora o nelle periferie sono molto coscienti di far parte di una Chiesa universale. La maggioranza di loro sono immigrati e provengono da grandi paesi cattolici, con lunghe tradizioni. Tutti volentieri vanno in pellegrinaggio a Roma ed altri luoghi santi e sperimentano una vera conferma della loro fede.

3) A fine mese, sarà a Roma per guidare i pellegrini del popolo Summorum Pontificum verso la Tomba di Pietro: quale importanza riveste la forma straordinaria del rito romano nella Sua diocesi? E nella Sua vita sacerdotale personale?

La messa nella forma straordinaria è celebrata in due posti nella diocesi. A Copenaghen almeno due o tre volte nel mese, in un altro posto nella provincia meno frequentemente. A Copenaghen possono essere presenti 40-50 persone. Si celebrano anche altri sacramenti e funerali nella forma straordinaria.

Sono personalmente cresciuto con la forma straordinaria, allora ordinaria, e specialmente come chierichetto sono entrato nella liturgia. Sono diventato sacerdote dieci anni dopo l’introduzione della forma ordinaria, ma posso dire che il modo di agire nella liturgia, p.es. riguardo i movimenti e gesti, l’ho in gran parte preso dall’antica liturgia. Non celebro spesso la messa nella forma straordinaria, ma lo faccio sempre, quando me lo chiedono, e lo faccio volentieri.

4) In questi stessi giorni si tiene il Sinodo della Gioventù e si sa che molti giovani si sentono attrati dall’antica liturgia della Chiesa: è un fenomeno che esiste anche in Danimarca? Se sì, come se lo spiega?

Nonostante il basso numero di fedeli che profittano dalla forma straordinaria, si osserva che parecchi giovani s’interessano ad essa. Non posso spiegare perchè. Da noi, si osserva che tra di loro ci sono dei convertiti dal luteranesimo.

5) Ha qualche messaggio per i pellegrini? Un’intenzione di preghiera da affidare loro?

Spero che il pellegrinaggio sia un rafforzamento della fede, e che a casa avranno contatti nella misura più estesa possibile per condividere l’entusiasmo della fede con gli altri membri della Chiesa particolare ed anche sostenerla con il loro impegno.

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