Il Convegno di Salerno del 21 ottobre

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Lo scorso 21 ottobre, a Salerno, ha avuto luogo l’importante Convegno “2017 quattro centenari. La sfida della storia, la risposta dell’Eterno“, che vedeva relatori Mons. Luigi Negri, il Prof. Stefano Fontana e l’Avv. Giovanni Formicola, e l’adesione, fra i sostenitori, del CNSP (trovate qui la galleria fotografica dell’evento, cui si può accedere anche dalla sezione ALBUM del sito).

Abbiamo chiesto ad una valente giovane giornalista di farcene un breve resoconto, che volentieri pubblichiamo qui di seguito, ringraziandola di cuore per il suo prezioso contributo.

Ci sono istanti nella storia che manifestano in maniera spontanea la perfetta idiosincrasia per le contingenze storiche tutt’intorno. Appuntamenti che come reazioni collaterali atipiche, o naturali, ridanno beneficio al corpo, quello della Storia, infetto e turbato.

E’ così che più o meno nelle stesse ore in cui allo Spirito Santo venivano imputate responsabilità opinabili, lo spirito di iniziativa e di coraggio, di entusiasmo e desiderio di sapere soffiava in quel di Salerno. L’occasione ghiotta non è stata né sottovalutata né ignorata: la sequenza genetica di quattro centenari d’eccezione meritava una ‘celebrazione’.

“La sfida della storia, la risposta dell’Eterno” è stato l’appuntamento che ha riempito il salone dei Marmi del Palazzo di città di Salerno. L’occasione che ha spronato oltre trecento persone a trascorrere il pomeriggio di sabato 21 ottobre a capire, da un punto di vista privilegiato, i tre processi storici che hanno portato alle apparizioni della Madonna a Fatima.

E’ stata l’occasione giusta per capire, per ricordare e per riconoscere, ancora meglio, la prospettiva da cui guardare il domani. Il professore Stefano Fontana – direttore dell’Osservatorio Cardinale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa – è intervenuto su “Lutero. La pseudo-riforma alle origini del relativismo: la separazione tra fede e ragione”; Monsignor Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, ha discusso incantando la sala di “Massoneria. Una grande congiura contro la verità”; l’avvocato Giovanni Formicola ha tenuto incollato alle poltrone il pubblico intervenuto su “Il comunismo all’assalto del cielo. Fatima, la via della resistenza verso il trionfo del Cuore Immacolato di Maria”.

In un momento in cui i punti di riferimento latitano e l’orizzonte è decisamente poco terso si è tentato di saziare un po’ il desiderio di chiarezza con onestà intellettuale.

Non capita poi così spesso che un solo anno possa essere ricordato per la ‘strana’ coincidenza della ricorrenza di ben quattro centenari. O meglio, tre più uno: Pseudo-riforma, 1517; massoneria, 1717; golpe d’ottobre, 1917 e Fàtima, 1917.

Ricorrenze che si intrecciano nella complessa trama che è la Storia quando incontra la Chiesa. Ricorrenze che si incontrano in un anno certamente complesso, questo, per la cattolicità e di cui la stampa non ha mai smesso di disegnare un profilo in crisi. Una crisi che, come sempre, non è un fatto straordinario né isolato, ma un processo. Il 2017 è stato teatro, almeno per questi dieci mesi, di convulsioni nevrotiche, naturale esito di un sistema di cause ed effetti. E i quattro centenari che ci rispediscono a quattro momenti della storia così importanti e così distanti, ma così nitidi dalla prospettiva d’insieme dell’oggi, sintetizzano nella memoria proprio la crasi di cause ed effetti.

Cosa hanno davvero in comune e che ruolo hanno giocano, e giocano, nel mare in tempesta di questo secolo, i quattro appuntamenti con la storia che festeggiano i loro centenari tutt’insieme nel 2017, è l’interrogativo a cui hanno risposto i relatori intervenuti.

Il filo rosso che lega i quattro momenti della storia così distanti e gl’incroci storici – mai casuali – è stato dipanato in un’occasione che non ha tradito le aspettative.

Nessuno ha abbandonato la sala interrogandosi ancora se lo Spirito Santo avesse potuto davvero donare all’umanità la pseudo Riforma protestante. Il cattolico che ha studiato la storia sa chi era Martin Lutero e cosa pensava del papa o della messa.

“Chi non si oppone con tutto il suo cuore al papato non può raggiungere l’eterna felicita!”; “La Messa non è un sacrificio, o l’azione del sacrificatore …Le si dia qualunque altro nome, purché non la si macchi col nome di ‘Sacrificio’”. “Quando la Messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con essa il papismo (…) Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adultèri sono meno malvagi di quella abominazione che è la Messa dei papi!”. Una manciata di dichiarazioni solo per fare qualche esempio.

Nessuno ha abbandonato la sala senza gli strumenti necessari per capire i danni prodotti dalla massoneria e il perché la Madonna avesse scelto di apparire a quei tre bambini alla Cova da Iria. Il 13 ottobre 1917 il sole ballò, non in segno di festa, ma per dimostrare chi avrebbe vinto il male atroce del comunismo e chi avrebbe avuto l’ultima parola sulla storia.

“Il mondo cattolico è pervaso dal pathos della “rivoluzione'” – ha scritto nei giorni Monsignor Negri-, ma c’è chi resiste.

Lorenza Formicola

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